Ascolta con attenzione la canzone mentre ne leggi il testo:
La storia siamo noi
nessuno si senta offeso
siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo
la storia siamo noi, attenzione
nessuno si senta escluso
La storia siamo noi
siamo noi queste onde nel mare
questo rumore che rompe il silenzio
questo silenzio così duro da masticare
E poi ti dicono:
"Tutti sono uguali
tutti rubano nella stessa maniera"
ma è solo un modo per convincerti
a restare chiuso in casa
quando viene la sera
Però la storia non si ferma
davvero davanti ad un portone
la storia entra dentro le stanze e le brucia
la storia dà torto o dà ragione
la storia siamo noi
siamo noi che scriviamo le lettere
siamo noi che abbiamo tutto da vincere
e tutto da perdere
E poi la gente
perché è la gente che fa la storia
quando si tratta di scegliere e di andare
te la ritrovi tutta con gli occhi aperti
che sanno benissimo cosa fare
Quelli che hanno letto un milione di libri
E quelli che non sanno nemmeno parlare
ed è per questo che la storia dà i brividi
perché nessuno la può fermare
La storia siamo noi
siamo noi padri e figli
siamo noi, Bella Ciao
che partiamo
la storia non ha nascondigli
la storia non passa la mano
la storia siamo noi
siamo noi questo piatto di grano
RISPONDI SUL QUADERNO ALLE SEGUENTI DOMANDE:
– Secondo te perché la canzone ripete "la storia siamo noi"?
– Fai un esempio di un evento che secondo te può essere descritto con le frasi "La storia non si ferma davvero davanti a un portone. La storia entra dentro le stanze e le brucia".
– Secondo te è importate studiare la storia? Perché? Dopo aver ragionato su questa canzone la tua idea è cambiata?
Immagina di essere un giornalista straniero che assiste al processo e all'esecuzione di Carlo I, la prima esecuzione pubblica di un sovrano.
Scrivi un articolo per raccontare gli eventi, mettendo in chiaro quali sono le motivazione che hanno portato all'esecuzione e l'importanza storica dell'evento.
Devi scegliere e dichiarare se il tuo articolo è preparato per un giornale finanziato da un sovrano europeo oppure da un gruppo di ricchi borghesi favorevoli alla monarchie costituzionale.
Nel primo caso dovrai mettere in luce tutti gli aspetti negativi di un'esecuzione pubblica di un sovrano come un evento sanguinoso e destabilizzante.
Nel secondo dovrai raccontare gli eventi come la vittoria del diritto sul potere assoluto del sovrano, enfatizzandone le conseguenze positive.
Osserva con attenzione le immagini dei Drakkar, le navi vichinghe:
Guarda ora la cartina dei viaggi dei vichinghi:
Scrivi adesso sul quaderno quali delle caratteristiche delle navi hanno, secondo te, favorito l'espansione vichinga (trovane almeno tre e motivale).
Considera che i vichinghi sono stati i primi occidentali a raggiungere con certezza il Nord America, ma che hanno anche navigato su i fiumi, sono stati loro a dare un nome alla Russia!
Adesso non ci resta che creare la nostra nave vichinga. Vai a questo link, stampa il modello per la nave, procurati il materiale e costruisci la tua nave!
ATTIVITÀ IN CLASSE N°2
Sul tuo cellulare esiste un simbolo che deriva da delle RUNE VICHINGHE. Scopri qual è e qual è il suo nome. Si tratta di un omaggio a un antico re vichingo. Fai una breve ricerca in rete, scopri chi era e perché si chiamava così. Scrivi quanto hai scoperto sul tuo quaderno.
ATTIVITÀ A CASA:
Guarda il documentario Fai un breve riassunto di quanto visto, seguendo lo schema:
– caratteristiche della società vichinga
– caratteristiche delle navi vichinghe
– colonizzazione dell'Islanda
– colonizzazione delle Groenlandia
– arrivo nel Nord America
– prove archeologiche dell'arrivo in Nord America
– problematiche e motivi dell'abbandono del Nord America e della Groenlandia.
Immaginate di essere dei giornalisti inviati alla corte di Carlo Magno nell'810. Avete la possibilità di intervistarlo, ripercorrendo tutta la sua vita. Scrivere l'intervista con le vostre domande e le risposte di Carlo Magno. Le domande devono essere almeno 10 e permettere di comprendere la vita, l'importanze e il pensiero di Carlo Magno.
L'esercitazione verrà valutata fino a un massimo di 4 punti così attribuiti:
Hai scritto un'intervista a Carlo Magno di almeno 10 domande con risposte storicamente corrette? 1
La lettura dell'intervista permette di collocare nel tempo le azioni di Carlo Magno e di capirne l'importanza? punti 1
La lettura dell'intervista permette di capire le idee e la personalità di Carlo Magno? punti 1
L'intervista è scritta in italiano corretto? punti 1
GUARDA CON ATTENZIONE IL VIDEO E SUL QUADERNO SCRIVI IL SIGNIFICATO DEI SEGUENTI TERMINI:
EREMITI
CENOBITI
ABBAZIE
AMANUENSE
BENEDETTINI
La Regola di San Benedetto
San Benedetto nacque a Norcia intorno al 500 e visse per qualche tempo da eremita alle pendici del monte Subiaco,
nei pressi di Roma. Il suo esempio fu accolto con entusiasmo da altri uomini che vollero unirsi a lui. Benedetto, insie-
me ai suoi seguaci, fondò nel 526 un monastero, a Montecassino, il primo di tantissimi altri che si succedettero nei
secoli in tutta l’Europa occidentale. Nel 543, Benedetto, poco prima di morire, scrisse la Regola, un documento in cui
spiegava come doveva essere organizzata la vita quotidiana dei monaci. Tale testo di basava soprattutto sul principio
dell’ora et labora, che in latino significa “prega e lavora”. I monaci benedettini, infatti, non dovevano soltanto pre-
gare e fare penitenza ma anche dedicarsi al lavoro e allo studio.
Ecco alcuni punti fondamentali della Regola: V Il segno più evidente dell’umiltà è la prontezza nell’obbedienza.
XXXII
Ciascun monaco dorma in un letto proprio [...]. Se è possibile dormano tutti nello stesso locale, ma se il numero
5 rilevante non lo permette, dormano a dieci o a venti nello stesso ambiente.
XXXV
I fratelli si servano a vicenda e nessuno sia dispensato dal servizio della cucina, a meno che non sia malato o impe-
gnato in qualcosa di più importante.
XXXIX
10 A tutti i confratelli devono bastare due pietanze cotte al giorno. Se c’è possibilità di procurarsi della frutta o dei
legumi freschi se ne potrà aggiungere una terza. Quanto al pane penso che ne basti un chilo abbondante al giorno.
XLVIII
L’ozio è nemico dell’anima. Quindi i monaci in orari prestabiliti devono dedicarsi al lavoro e in altri momenti allo
studio della parola di Dio.
15 LV
Bisogna dare ai monaci degli abiti adatti alle condizioni e al clima della zona in cui vivono. Infatti nelle fredde si
ha maggiore necessità di coprirsi rispetto a quelle calde. [...] I monaci che ricevono abiti nuovi devono restituire i
vecchi affinché siano distribuiti ai poveri. A ogni monaco bastano due tonache e due cocolle per potersi cambiare
la notte e per lavarle. Partendo dagli stralci della regola, dal testo distribuito in classe e dallo schema del monastero presente sul libro devi immaginare di essere un novizio benedettino. Devi scrivere una lettera a casa descrivendo la tua giornata. Nella lettera deve essere presente: – La descrizione del monastero e degli ambienti più utilizzati – La descrizione dei tuoi compiti nel monastero – La descrizione di una tua giornata tipo. Il punteggio sarà così assegnato: – Hai scritto una lettera immaginando di essere un novizio benedettino dell'alto medioevo? Punti 1 – Hai descritto la tua giornata? Punti 2 – Hai descritto gli ambienti del monastero? Punti 2 – Hai descritto di cosa ti occupi? Punti 2 – Il testo è scritto in italiano corretto? Punti 2 – Sei stato piacevole e creativo? Punti 1
RELIZZAZIONE
I ragazzi hanno quindi immaginato di essere dei novizi in un monastero benedettino e hanno scritto le loro lettere. Poi abbiamo ricreato in classe l'ambiente dello scriptorium e i ragazzi hanno ricopiato i propri testi su tavole che riproducevano fogli di pergamena.
Dopo aver guardato il video, leggi la versione dei protagonisti sulla fine dell'Impero Romano D'Occidente:
Romolo Augusto (475-476)
Vorrei pregarvi, cortesemente, di finirla con questa storia di Augustolo. Leggete bene il nome scritto sulle mie monete: Romolo Augusto Pio Felice Augusto. E’ quello il nome dell’ultimo imperatore d’Occidente. Il MIO nome.
Il diminutivo se lo sono inventati i goti e i bizantini. Non mi potevano vedere, perché io vengo da Aquincum, che sarebbe la vostra Budapest, la città di Attila, l’indimenticabile re degli unni. E mio padre era stato il suo segretario.
Certo, io sono Romolo Augusto. E’ il nome con cui sono stato battezzato. Imperatore a sedici anni.
Odoacre mi depose, dopo appena un anno di governo. Uccise mio padre, ma mi risparmiò.
Mi mandò in una villa bellissima sul mare. Avete presente quella che si era fatta costruire Lucullo, quel tipo ricchissimo, che faceva feste grandiose quando l’impero viveva i suoi tempi d’oro? Quella. Sul promontorio Miseno, in Campania, vicino Napoli.
E mi dette pure un vitalizio di seimila solidi d’oro l’anno, la normale pensione dei senatori (mi pare che questa usanza duri ancora ai vostri giorni, o’ vero?), (ho preso un po’ di accento campano).
Ricordo ancora l’incoronazione. Lessero un panegirico, un discorso di lode in mio onore, dicendo che a Roma stava per iniziare la nuova età dell’oro. Che ironia. Ma chi lo poteva immaginare?
Attenzione: non furono i barbari a farmi cadere. Furono i senatori, che non vedevano l’ora di liberarsi dell’imperatore, per farsi gli affari propri. Si misero d’accordo con Odoacre e fecero il colpo di stato. Magari pensavano che, con Zenone che se ne stava lontano a Costantinopoli, le cose sarebbero andate meglio per loro.
Non si rendevano conto che non facevano cadere me, ma l’impero. Ma chi lo pensava allora?
Quanti anni ho? Sono vicino ai sessanta, che ai miei tempi è come dire “cento anni”. E morirò nel mio letto. Mica sono come quegli sfigati dei colleghi che mi hanno preceduto, che sono tutti morti ammazzati.
Flavius Odovacar (Odoacre) (472-490)
IO SAREI IL BARBARO CHE ABBATTE’ L’IMPERO? Certo, sono figlio di un re sciro, che combattè nelle truppe di Attila, il re unno. Ma io, l’accordo l’ho fatto col Senato romano. E avevano ragione, questi senatori italici. Ora comanda uno che tiene per Costantinopoli, ora uno che tiene per i Vandali o per i Visigoti. E per gli italici nessuno?
Così, ho deposto Romolo Augustolo (e chiamatelo con questo nome, per favore) e l’ho mandato in una bella villa. Poi ho mandato le insegne imperiali a Bisanzio e gliel’ho cantata chiara: tenetevelo là l’imperatore. Lontano dall’Italia. Qui bastiamo noi. L’Italia agli italici (compresi gli Sciri, gli Eruli, i Rugi, i miei amici barbari, a cui ho distribuito le terre in premio. Naturalmente).
Vatti a fidare dell’imperatore d’Oriente. Ne sa una più del diavolo. Fa finta di accettare, e prepara invece una contromossa. Quello, Zenone, si mette d’accordo con un re goto, Teoderico Amal, gli da i carri, i cavalli, gli permette di radunare un grande esercito e me lo lancia contro. (fonte: sito Istoria Ludens)
Leggi pag 66 e 67
PARTE SECONDA – TEODORICO ATTIVITÀ IN CLASSE
In classe dovremo dare la parola anche a Teodorico, come è stato fatto per Romolo Augustolo e Odoacre
Per farlo bisogna:
Leggere con estrema attenzione pag. 69 -70
Leggere e fare gli esercizi a pag. 72-27
Guardare i seguenti video sui monumenti che ha fatto realizzare a Ravenna:
Scrivi ora un testo in cui il fantasma di Teodorico racconti la propria vita.
I PUNTI VERRANNO ASSEGNATI IN QUESTO MODO:
– Il testo racconta in modo corretto la storia di Teodorico? punti 3
– Il testo racconta in modo completo la storia di Teodorico? punti 2
– Il testo è scritto in modo corretto? punti 2
– Il testo è comprensibile e scorrevole? punti 2
– Il testo è piacevole e creativo? punti 1
La valutazione farà media con gli altri lavori sulla fine dell'impero Romano e con l'interrogazione finale
Guarda il seguente video, anche se sono cose che sai già:
Ognuno di noi ha una propria storia famigliare che viene tramandata attraverso delle fonti (racconto orale, fotografie, filmati…)
Devi raccontarci la vita o un episodio della vita di un parente (nonno, bisnonno, zio, prozio) che non hai conosciuto e dimostrarci attraverso le fonti che questa persona è esistita davvero.
Cerca delle fonti che dimostrano che quanto racconti è avvenuto davvero (racconto orale, fotografia, ritaglio di giornale, oggetto commemorativo…).
Il tuo compito sarà dimostrare in modo storicamente attendibile che la persona di cui parli è esistita davvero
Devi trovare almeno 3 fonti diverse e classificarle secondo questa tabella:
FONTI ICONOGRAFICHE
FONTI ORALI
FONTI SCRITTE
FONTI MATERIALI
fotografie, disegni, cartoline…
racconti a voce
diario, lettera, libro, qualsiasi tipo di testo
qualsiasi oggetto
Scrivi un breve testo, corredandolo possibilmente con le fotografie delle fonti iconografiche o materiali in cui racconti l’episodio, curando di rispondere alle seguenti domande:
Di chi si parla?
Quando è vissuto?
Dove è avvenuto l'episodio/ dove si è svolta la sua vita?
Come è avvenuto l'episodio/ come ha svolto la sua vita?
Perché?
Preparati ad esporre oralmente il testo sforzandoti di essere comprensibile da chi non conosce nulla di ciò che stai raccontando. Se puoi, porta in classe alcune delle fonti utilizzate e spiegane l’importanza
Autovalutazione attività: assegnate un punto se avete rispettato quanto richiesto
N°
CHECKLIST
PUNTI
1
Hai scelto un episodio significativo della vita di un tuo antenato a cui non hai assistito?
2
Hai completato la tabella, inserendo tutte le fonti utilizzate (almeno 3)?
3
Nell’esposizione hai risposto ad almeno 3 delle domande?
4
Nell'esposizione hai risposto a tutte e 5 le domande?
5
Hai usato un lessico chiaro e comprensibile?
6
Hai portato le fotografie di alcune fonti / ne hai parlato in modo chiaro?
7
Hai saputo spiegare l’importanza delle fonte utilizzate?
8
Hai saputo rispondere alle domande della docente e dei compagni?
9
Hai consegnato il testo e questo risponde a tutte e 5 le domande?
Guarda con attenzione il video relativo all'incastellamento in Val Policella
E poi il video sul castello medioevale
Anche nel nostro territorio vi è stato il fenomeno dell'incastellamento. Anzi, tutti i borghi del Cusio hanno traccia del loro passato medioevale. Alcuni castelli, come quello di Buccione sono ancora oggi, almeno in parte, ben conservati, altri, come quello dell'isola di San Giulio sono stati distrutti, altri ancora, come la torre di Pella, inseriti nel moderno tessuto urbano.
Ecco la pianta del castello di Buccione e un disegno castello di San Giulio
Castello di Buccione
Castello di San Giulio
ATTIVITÀ
Oltre a leggere le pagine del libro sull'incastellamento, cercate informazione sugli edifici medioevali del posto in cui abitate. Potete cercare informazioni in rete, in biblioteca e/o fotografare gli edifici di origine medioevale ancora presenti.