La Germania rinuncia ad invadere l'Inghilterra e decide invece invadere l'Unione Sovietica.
Il nome in codice di questa manovra è OPERAZIONE BARBAROSSA.
Hitler voleva impadronirsi delle risorse agricole e minerarie della Russia
L'esercito italiano, alleato di quello tedesco, fu largamente impegnato nell'operazione.
Com'era successo a Napoleone, però, a una veloce avanzata seguì un lungo stallo invernale e le forze nazifasciste non riuscirono a espugnare le città principali.
Guarda ora questa videolezione:
In questo spezzone di documentario trovi alcun testimonianze e una particolare attenzione alla partecipazione italiana:
La poesia La pioggia nel pineto viene composta dal poeta a cavallo fra il luglio e l’agosto del 1902, ed appartiene alla sezione centrale di Alcyone (il terzo libro delle Laudi, uscito alla fine del 1903, e composto dal poeta tra il 1899 e il 1903). Sono lodi che celebrano la natura osservata in una vacanza ideale, che inizia a fine primavera nelle colline di Fiesole e termina a settembre sulle coste della Versilia. Il poeta racconta in versi come avviene la fusione dell’uomo con la natura attraverso il superamento della limitata dimensione umana.
La lirica più nota e più rappresentativa della raccolta è La pioggia nel pineto, leggendo la quale riusciamo a capire come l’uomo entri in simbiosi con la natura, sottoponendosi a un processo di naturalizzazione, e come la natura subisca a sua volta un processo di antropomorfizzazione. Il poeta e la sua compagna entrano in empatia con la natura e arrivano a condividerne la sua anima segreta: D’Annunzio contempla la metamorfosi delle cose e la sua compagna si trasforma in fiore, pianta, frutto, mentre la pioggia cade.
La poesia inizia con un punto fermo dopo l’imperativo Taci (v.1), che indica un momento di preparazione e di attesa. Il poeta esorta la sua compagna a restare in silenzio, al fine di ascoltare con la dovuta attenzione i suoni emessi dalla natura: le parole sussurrate da gocce e foglie lontane, avvertite sin dalle soglie del bosco. Sta piovendo e la pioggia altro non è che una manifestazione della natura, che avvolge e riveste tutto.
Il poeta invita più volte la sua compagna ad ascoltare (v. 8: Ascolta; v. 33: Odi?; v. 40: Ascolta; v. 65: Ascolta, ascolta; v. 88: Ascolta) la musicalità della pioggia e i suoni emessi dalla natura. Alla donna in questione viene attribuito il nome di Ermione, si riferisce forse a Eleonora Duse (una grande attrice della sua epoca, con la quale visse un’intensa storia d’amore, cliccando sul nome si apre la pagina wikipedia su di lei).
Il processo di naturalizzazione e di metamorfosi viene messo in atto sin dai primi versi della lirica, in cui vengono elencati diversi tipi di piante e di fiori, al fine di creare una premessa per la fusione tra gli uomini e la natura che viene esplicitata già nei versi 20-21, attraverso i quali si nota che i volti del poeta e di Ermione sono diventati silvani (letteralmente "del bosco"), permettendo ad entrambi di trasformarsi in creature silvestri, dello stesso colore e quasi della stessa sostanza del bosco. Successivamente la donna è paragonata agli elementi della natura: il suo volto è come una foglia (vv. 56-58) e i suoi capelli emanano lo stesso profumo delle ginestre (vv. 59- 61: le chiome come le ginestre). Gradualmente, arrivano entrambi a fondersi con la natura e a sentirsi parte di essa, tanto è che il poeta, attraverso l’uso delle similitudini, mostra come la donna sembri aver assunto l’aspetto di una pianta verdeggiante e sembri uscita dalla corteccia di un albero come una ninfa (vv. 99-101), il suo cuore sembri vivere di una nuova vita e sia simile al frutto della pèsca (vv. 104-105) e mostra come persino gli occhi (vv. 106-107) e i denti (vv. 108-109) si trasformino e rendano esplicito il senso d’immedesimazione delle due creature umane nella vita del bosco.
D’Annunzio descrive minuziosamente il temporale estivo e lo rende estremamente musicale, attraverso l’uso di onomatopee (parole che ricordano suoni) e di un lessico particolare, ma non si limita a registrare il semplice cadere della pioggia al livello più esterno, ma mette in evidenza la trasformazione sua e della sua compagna in elementi vegetali e arborei, via via che riescono a fondersi con la natura. La pioggia nel pineto colpisce, infatti, per il tema panico-metaforico, per la trasformazione vegetale del poeta e di Ermione. Il termine panismo deriva da Pan (dio greco della natura, per metà uomo e per metà caprone) e si riferisce all’identificazione dell’uomo con la natura, con la vita vegetale. Attraverso i versi 53-55, il poeta ci fa capire che la metamorfosi è ormai al suo culmine:
E immersi noi siam nello spirto silvestre, d’arborea vita viventi (vv. 53-55). Il panismo dannunziano è peculiare, perché tende ad umanizzare la natura.
Un altro tema molto importante della lirica è quello dell’amore, in quanto il poeta parlando della pioggia estiva refrigerante sottolinea come questa rigeneri non solo la natura, ma rinvigorisca anche l’anima dei due innamorati, i quali continuano ad abbandonarsi alla forza dei sentimenti e dell’amore, ma con la consapevolezza che l'amore sia soltanto di una favola bella (v. 29) che li ha illusi in passato e continua ad illuderli (vv. 29-32).
Colpisce, inoltre, la musicalità che caratterizza l’intera lirica e che è ottenuta attraverso la frantumazione del verso e il ricorso alle rime interne e alle assonanze.C’è un vero e proprio studio del poeta, un virtuosismo basato anche sul principio della ripetizione, che provoca degli effetti ritmico-musicali particolarmente interessanti. Il poeta tende ad imitare i suoni della pioggia e a inventare delle vere e proprie melodie: le parole più nuove a cui fa riferimento il poeta al v. 5 sono anche le parole che creano una musicalità nuova. Per riuscire ad entrare in empatia con la natura il poeta trasforma le sue parole in musica, utilizzando un lessico piuttosto ricercato e musicale, dimostrando di aver fatto suoi gli insegnamenti dei Simbolisti francesi.
G. GUGLIELMINO – H. GROSSER, Il sistema letterario. Guida alla storia letteraria e all’analisi testuale: Ottocento (2) e Novecento (1), Milano, Principato, 1996, p. 148.
Ascolta alcune letture della poesia.
Versione "seria" che ne mette in luce la musicalità
Versione "seria" recitata da Vittorio Gassman
Versione rap
Versione "quasi" rock musicata da ragazzi
COMPITO
SCEGLI UNA (O ENTRAMBE SE PREFERISCI) DELLE DUE POSSIBILITÀ
1– elabora tramite un disegno realizzato con la tecnica che preferisci la trasformazione del poeta ed Ermione in creature silvestri, scrivendo all'interno dell'opera o dietro i versi che si riferiscono a tale trasformazione.
2 – realizza una versione musicata della poesia. Registrala. Puoi elaborarla nel modo che preferisci, secondo il genere musicale che preferisci, con o senza strumenti di accompagnamento, ma si devono sentire bene le parole originali della poesia e puoi usare solo quelle.
Con il XX secolo inizia la società dell'immagine e i regimi totalitari sono i primi a comprendere l'importanza della propaganda per immagini e a sfruttarla a loro vantaggio.
Cosa pensi di questo lavoro sulle fotografie?
Eri a conoscenza del fatto che già intorno al 1920 le immagini potessero essere ritoccate per veicolare un determinato messaggio?
Le persone intorno al 1920 erano più propense a fidarsi delle immagini rispetto ad ora, poiché molti non erano consapevoli che potessero essere manipolate. Oggi tutti dovremmo avere la consapevolezza che questo è possibile, eppure la rete continua a essere piena di "fake news" a cui molti finiscono per credere.
Scrivi una tua riflessione in merito, citando almeno un esempio di "fake news" di cui sei a conoscenza.
Guarda il video, studia bene la trama dei Promessi Sposi.
LAVORO DI GRUPPO – I PROMESSI SPOSI OGGI
Dividete la trama dei Promessi Sposi in sequenze. Fate un riassunto per ogni sequenza. Identificate i personaggi e i loro ruoli.
Immaginate ora di trasporre i Promessi Sposi nel presente. Che cosa farebbe Renzo? Cosa farebbe Lucia? Chi sarebbe Don Rodrigo? E l'Innominato?
Scrivete la trama de "I promessi sposi oggi" rispettando le sequenze narrative e i ruoli dei personaggi.
Prendete esempio da un lavoro svolto da un'altra terza media: PROMESSI SPOSI... OGGI
PERSONAGGI:
- Renzo è un segretario di un agenzia immobiliare.
- Lucia è una segretaria appena assunta.
- Don Rodrigo è il capo dell'agenzia immobiliare dove lavorano Renzo e Lucia.
- L'Innominato è il capo della catena delle agenzie.
- Don Abbondio è un notaio.
- Cristoforo è un amico di Lucia.
STORIA
- Renzo e Lucia si conoscono al lavoro e diventano amici.
- Renzo e Lucia vogliono aprire assieme un'altra agenzia immobiliare.
- Don Rodrigo li ostacola perché ha paura che gli rubino la clientela.
- Don Rodrigo obbliga don Abbondio a non firmare le carte necessaria per l’apertura della nuova attività di Renzo e Lucia.
- Renzo si licenzia.
- Lucia non va più a lavorare.
- L'Innominato convoca Lucia perché ha intenzione di licenziarla sotto il consiglio di Don Rodrigo.
- Lucia promette all'Innominato di non aprire più l'agenzia con Renzo.
- L'Innominato cambia idea e lascia a Lucia la scelta se restare o licenziarsi.
- Lucia decide di licenziarsi.
- Un giorno l'agenzia di Don Rodrigo esplode per colpa di una fuga di gas e lui rimane ucciso insieme ad altre 50 persone.
- Lucia parla con Cristoforo che le consiglia di lasciare stare la promessa fatta all'Innominato e di aprire l'agenzia con Renzo.
- Renzo e Lucia vanno da Don Abbondio e aprono l'agenzia che nel tempo andrà a gonfie vele.
Alda Merini è la più famosa poetessa italiana del '900. È nata nel 1931 a Milano e fin dai 16 anni ha iniziato a passare dei periodi negli ospedali psichiatrici per disturbo bipolare (ricordate quello che abbiamo detto durante la videolezione sulla situazione dei manicomi italiani prima degli anni '70). Di lei abbiamo numerose interviste. Quindi lasciamo che sia lei stessa a raccontarci la propria esperienza:
Dopo aver ascoltato le sue parole, anche se magari non hai capito tutti i termini, pensa se questa signora rispecchia la tua idea di "persona che deve essere rinchiusa in manicomio".
In questo breve video, invece, ci viene raccontata la sua vita:
Analizziamo ora una poesia: Nata il 21 a primavera
COMPITO: Scrivi un breve testo sulle tue impressioni relative ad Alda Merini e alla poesia che abbiamo letto. Nel testo spiega: – se ti ha stupito conoscere la biografia di questa poetessa – se questa poetessa rispecchia la tua idea di "persona matta", "persona che deve andare in manicomio" (ricorda anche quello che abbiamo detto nella videolezione in copresenza analizzando la canzone "il matto" di De André, se vuoi riascolarla la trovi qui) – che cosa pensi della poesia "Sono nata il 21 a primavera", che cosa ti ha colpito maggiormente e perché
Riassumiamo i principali processi che trasformano l'Italia:
1950-1960: MIRACOLO ECONOMICO. Il nord Italia diventa una potenza industriale, moltissime persone vi si spostano dal sud. Il benessere aumenta, l'analfabetismo cala.
1968: contestazioni studentesche per una scuola che dia maggiori opportunità a tutti. Manifestazioni di lavoratori che chiedono migliori condizioni e più sicurezza.
1970 – 1980: ANNI DI PIOMBO. Si formano gruppi estremisti sia di estrema destra che di estrema sinistra che organizzano sanguinosi attentati (ricordiamo che in Italia gli attentati sono stati fatti quasi tutti da italiani contro altri italiani)
Guarda ora questo video che mette il luce i cambiamenti che ha subito il nostro territorio negli ultimi 100 anni. Soffermati in particolare su San Maurizio e (se è diverso) sul paese in cui abiti:
COMPITO:
1 – Pensa a San Maurizio, è stato importate il "Miracolo economico" per il paese? Come è cambiato l'aspetto del paese e il suo tessuto sociale? Motiva la tua risposta.
2 – Se puoi chiedi a un adulto quale evento italiano tra gli anni '50 e '80 ricordi maggiormente. Fatti spiegare di cosa si tratta e perché lo abbia colpito così tanto.
Oggi parliamo di Eugenio Montale, un altro poeta italiano insignito con il Premio Nobel. Guarda una videolezione introduttiva:
Come già successo per i poeti precedenti, anche di Montale abbiamo delle interviste. Guardane uno spezzone e cerca di capire cosa vuol dire che il poeta è colui che "prende la palla al balzo":
Quindi: Montale vive entrambe le guerre mondiali e si oppone al fascismo. Le esperienze del novecento minano le sue certezze. Nelle sue poesie, quindi si raccontano i dubbi dell'uomo del novecento che ha assistito ad orrori e a guerre. Il poeta non ha risposte ("codesto solo oggi noi possiamo dirti / ciò che non siamo, ciò che non vogliamo") ma può dare voce ai dubbi e ai malesseri che tutti gli uomini provano. Vediamo ora la poesia MERIGGIARE PALLIDO E ASSORTO
(clicca sull'immagine per ingrandirla e leggere meglio la poesia)
Guarda con attenzione la videolezione sulla poesia MERIGGIARE PALLIDO E ASSORTO
COMPITO – RISPONDI ALLE DOMANDE: 1 – Dove è ambientata la poesia? 2 – Quali elementi naturali nota Montale intorno a sé? Sono elementi che trasmettono calma o inquietudine? 3 – Quali suoni si ripetono nelle prime tre strofe? Che effetto creano? 4 – C'è uno schema metrico? Quale? 5 – Spiega che cosa ti ha colpito maggiormente delle prime tre strofe e il perché. 6 – Qual è il significato dell'ultima strofa? 7 – Perché la meraviglia è definita "triste"? 8 - Commenta brevemente la poesia. A cosa ti ha fatto pensare? Perché? APPROFONDIMENTO (FACOLTATIVO) – MONTALE E LA DANZA Poesia "Ripenso al tuo sorriso"
NOTA: "un'ellera i suoi corimbi"= un'edera con i fiori a grappolo. "La danzatrice stanca"
Anne si rese conto ben presto che l’amica, quel giorno non sarebbe più venuta. Quando giunse sul luogo dell’appuntamento, lo spettacolo che si presentò ai suoi occhi aveva qualcosa di disumano: davanti a lei stavano costruendo un muro di calcestruzzo dell’altezza di un paio di metri. Cavalli di Frisia, filo spinato e paletti a ridosso del muro completavano l’impressione di un lager, spuntato assurdamente al centro della città. Non ne poteva vedere la fine, perché il muro si diramava nelle vie laterali scomparendo come la coda di un serpente in fuga. Un fitto cordone di militari col mitra spianato faceva da cordone di protezione, una decina di passi più indietro, ai numerosi operai che lavoravano all’opera, costruita evidentemente a tempo di record durante la notte.
G. Sommaria, Il muro sul cuore,in D. Barra, M.Crudo, M.Peghetti, L’educazione storica, Milano, Mursia,
2003.
1 – A cosa si riferiscono testo e immagini?
2 – Secondo te Anne riuscirà a rivedere l'amica? Perché?
ESERCIZIO 3 (FACOLTATIVO) – LA PRIMAVERA DI PRAGA
Nel tentativo di introdurre riforme democratiche e forme di libertà, negate dal regime comunista al potere, dopo il colpo di Stato nel 1948, la Cecoslovacchia, come gli altri paesi socialisti dell'Est, viveva un'esperienza di soffocante autoritarismo. La politica filosovietica del nuovo presidente, accusata di aver provocato crisi economiche e stagnazione, fu messa in discussione da intellettuali, giornalisti e da alcuni esponenti dello stesso Partito Comunista. I contrasti tra conservatori sovietici e innovatori guidati da Alexander Dubcek si fecero sempre più vivaci e si risolsero, nel gennaio del 1968, a favore dei secondi che, di fatto, assunsero la guida del partito e dello stato.
Alexander Dubcek tentò di riformare il sistema con il decentramento dell'economia, la libertà di stampa e la ripresa di legami con l'occidente. Il dissenso cecoslovacco aveva alla base anche ragioni economiche: il tenore di vita della popolazione si era notevolmente abbassato rispetto a prima del 1948. Si voleva rinnovare l'apparato produttivo industriale senza però abbandonare il socialismo; piuttosto si voleva realizzare una nuova forma di socialismo: un socialismo "dal volto umano" che suscitò speranze e consensi in tutto il mondo sovietizzato e presso i democratici occidentali.
Falliti tutti i tentativi di far rientrare i compagni cechi nei binari dell'ortodossia e della stretta osservanza della leadership sovietica, nonostante le notevoli pressioni che anche il Patto di Varsavia esercitava sui governanti di Praga, Mosca decide di lanciare l'invasione sulla Cecoslovacchia. Fra il 20 ed il 21 agosto 1968 i carri armati sovietici e d'altri paesi del Patto di Varsavia invasero il paese per "ristabilire l'ordine".
La sera del 16 gennaio 1969 un giovane studente praghese, Ján Pálach, si recò in Piazza San Venceslao. Teneva nascosta nel cappotto una bottiglia piena di benzina. Proprio all'inizio della grande piazza, davanti al Museo, con calma si tolse il cappotto, si versò addosso la benzina e si diede fuoco, senza un grido. Quando gli chiesero chi gli avesse fatto una cosa del genere, Ján rispose semplicemente: "Sono stato io". Non disse altro. Accorsero immediatamente gli agenti della Bezpecnost' e il ragazzo fu trasportato in ospedale, dove morì poco dopo. Il giorno dopo un trafiletto di poche righe avvertiva dell' "insano gesto di uno squilibrato", ma fu subito a tutti chiaro quale significato avesse il gesto disperato di Ján Pálach. I suoi funerali furono seguiti da migliaia di persone in silenzio. Malgrado le strumentalizzazioni, il sacrificio di Ján Pálach fu e resta esclusivamente un gesto di libertà, un grido contro tutte le tirannie, di qualsiasi colore esse siano. Il punto dove Ján Pálach si diede fuoco è stato sempre coperto di fiori. Prima del 1989, delle "solerti" mani provvedevano a rimuoverli ogni giorno; adesso vi sorge una piccola lapide con la foto del ragazzo. Nessuno toglie più i fiori, ma ce ne sono molti meno di prima.
Primavera di Praga (F. Guccini)
Di antichi fasti la piazza vestita
grigia guardava la nuova sua vita,
come ogni giorno la notte arrivava,
frasi consuete sui muri di Praga,
ma poi la piazza fermò la sua vita
e breve ebbe un grido la folla smarrita
quando la fiamma violenta ed atroce
spezzò gridando ogni suono di voce...
Son come falchi quei carri appostati,
corron parole sui visi arrossati,
corre il dolore bruciando ogni strada
e lancia grida ogni muro di Praga.
Quando la piazza fermò la sua vita,
sudava sangue la folla ferita,
quando la fiamma col suo fumo nero
lasciò la terra e si alzò verso il cielo,
quando ciascuno ebbe tinta la mano,
quando quel fumo si sparse lontano,
Jan Hus di nuovo sul rogo bruciava
all'orizzonte del cielo di Praga...
Dimmi chi sono quegli uomini lenti
coi pugni stretti e con l'odio fra i denti,
dimmi chi sono quegli uomini stanchi
di chinar la testa e di tirare avanti,
dimmi chi era che il corpo portava,
la città intera che lo accompagnava,
la città intera che muta lanciava
una speranza nel cielo di Praga,
dimmi chi era che il corpo portava,
la città intera che lo accompagnava,
la città intera che muta lanciava
una speranza nel cielo di Praga,
una speranza nel cielo di Praga,
una speranza nel cielo di Praga...
RISPONDI ALLE DOMANDE
1 – Perché si dice che Praga “grigia guardava la nuova sua vita”? Cosa si intende? 2 – Da dove nasce la fiamma che “lasciò la terra e si alzò verso il cielo”? 3 – Perché le persone che seguono la bara hanno “I pugni stretti e l’odio tra i denti”? Cosa vuol dire Guccini con questi versi?
(Esercizi tratti dai materiali del sito atistoria.ch)
Il 30 aprile 1945 le truppe sovietiche entrano a Berlino. Hitler si suicida e la Germania si arrende. Il Giappone però non si arrende. Il 6 agosto 1945 gli americano sganciano una bomba atomica su Hiroshima. Tre giorni dopo su Nagasaki il 15 agosto 1945 il Giapppone si arrende e LA SECONDA GUERRA MONDIALE FINISCE Qui trovate le videolezione della prof.ssa Roncati da guardare per intero:
Guarda poi questa beve videolezione che si concentra sullo scoppio delle bombe atomiche in Giappone.
COMPITO Sei un cronista americano arrivato a Hiroshima subito dopo la resa del Giappone e ti trovi a scrivere il tuo reportage sugli effetti dell'esplosione. Per documentarti guarda il video e leggi i materiali a questo link
Su questa pagina di Historia Ludens trovi una ricchissima documentazione. Apri bene tutti i link e guarda con attenzione il materiale. Alcune parti sono in lingua inglese.
APPROFONDIMENTI:
Ecco i film consigliati su questa parte della guerra.
LETTERE DA IWO JIMA storia di una delle più cruente battaglie tra americani e giapponesi raccontata dal punto di vista dei giapponesi.
LA TOMBA DELLE LUCCIOLEstoria di due fratellini giapponesi durante i bombardamenti americani
Nelson Mandela divenne per tutti un simbolo, sia per la lunghissima detenzione subita, sia per essere riuscito poi a guidare in modo pacifico il proprio paese verso la democrazia.
Vi lascio alcuni brevi videolezioni:
Questo invece è il telegiornale italiano del giorno della liberazione di Mandela.
Se hai seguito con attenzione, avrai sentito che si temevano scontri armati dopo la liberazione di Mandela, cosa che invece non è avvenuta.
racconta come si arrivò a una riunione pacifica tra le due parti della società Sud Africana anche attraverso lo sport. Se clicchi sul titolo del film si apre un link a una pagina che ti dice come puoi vedere il film legalmente (ovviamente a pagamento). È un film di cui ti consiglio la visione.
Non ti assegno compiti aggiuntivi, ma se vedi il film fai sapere cosa ne pensi con un commento su classroom
Terminiamo il percorso sulla poesia Italiana nel '900 con la canzone d'autore.
Dalla metà degli anni '60 nasce in Italia la figura del cantautore, cioè un cantante che è anche autore dei testi. Caratteristiche dei cantautori italiani: –riallacciarsi alla tradizione poetica sia italiana (sopratutto medioevale) che straniera, che riprendono nei testi. – attenzione ai problemi dell'attualità, denunciando problematiche sociali esistenti. Sono spesso riflessioni anche sugli eventi dolorosi di quegli anni. – dare voce agli emarginati e ai perdenti, che sono spesso i protagonisti delle canzoni. – descrizioni di emozioni intime, con attenzione alla malinconia e alla fragilità (quasi nessuno dei cantautori si proponeva come vincente e di successo). – in molti casi (sopratutto negli anni '60) la parola ha un peso molto importante e l'arrangiamento musicale è semplice, spesso solo un accompagnamento di chitarra (le canzoni diventano poi più raffinate e alla ricerca nei testi si accompagna una ricerca musicale) Vi propongo una carrellata di autori, che sono solo alcuni tra i tanti, ciascuno con una canzone. Fabrizio de André Lo abbiamo già ascoltato più volte, è sicuramente il più famoso tra i cantautori italiani. Vi propongo la canzone Geordie (1966), che riprende un'antica ballata inglese e diventa una critica alla legge applicata senza tener conto delle circostanze.
Lucio Dalla Vi propongo Piazza Grande (1972), in cui viene data voce a un senza tetto che osserva una piazza di Bologna (la città del cantante)
Edoardo Bennato Vi propongo Un giorno credi (1973) sulla difficoltà di trovare la propria strada.
Francesco Guccini Vi propongo Il pensionato (1974) dedicata a un anziano vicino di casa
Pierangelo Bertoli Vi propongo Eppure soffia (1976) una canzone di denuncia contro l'inquinamento
Angelo Branduardi Vi propongo Il signore di Beaux (1979) che riprende la leggenda medioevale di un castello francese i cui abitanti sparirono per incanto in una notte.
Francesco de Gregori Vi propongo Viva l'Italia (1979), una riflessione sull'Italia e i suoi problemi (è stata cantata e riproposta molto anche durante questa emergenza).
Come avrai notato, fino alla fine degli anni '70 non ci sono cantautrici di successo: un altro segnale di come fosse difficoltoso per le donne farsi ascoltare le proprie idee. COMPITO 1 –Scegli la canzone che più ti ha colpito, spiegane il motivo. Trascrivi e commenta la parte del testo che più ti ha colpito. 2 – Scegli una canzone italiana che secondo te ha un testo particolarmente importante. Segnalamela e motiva la tua scelta.
Guarda con attenzione la videolezione che ci riassume i fatti e la situazione politica della nascita della Repubblica Italiana:
Leggete poi sul libro le pag. 326, 327, 328 e 329 che parlano della situazione sociale di quegli anni. Gli anni immediatamente dopo la guerra, prima del così detto "miracolo economico" sono molto duri per molti italiani. Molti sono costretti a spostarsi per cercare lavoro. Osserva con attenzione il manifesto:
COMPITO: 1 –Secondo te a chi si rivolge questo annuncio? 2 –Quali sono i principali motivi per cui un operaio italiano avrebbe dovuto andare a lavorare nelle miniere belghe? 3 –Perché secondo te è evidenziato che il viaggio dura "solo" 18 ore? 4 – Secondo te dal nostro territorio qualcuno avrebbe potuto accettare l'offerta? Motiva la risposta sulla base delle informazioni già in tuo possesso. 5 – Hai mai sentito parlare della tragedia di Marcinelle? Fai una breve ricerca in rete per capire di cosa si tratta (bastano due righe). In che modo si collega all'annuncio qui riportato?
Guarda l'introduzione su Umberto Saba (libro di letteratura pag. 322)
Leggi poi la poesia "Trieste" a pag 323 del libro di letteratura (se non hai il libro trovi il testo nella mia videolezione). Guarda con attenzione la mia videolezione sulla poesia:
COMPITI (ENTRAMBI OBBLIGATORI) 1 – Fai un disegno che illustri la poesia, scrivi sul disegno o in una didascalia a parte quale brano della poesia hai voluto disegnare. 2 – Scrivi una poesia dedicata al paese in cui abiti o a un paese a te molto caro. Segui le seguenti indicazioni: Il nome del paese deve essere il titolo della poesia. La poesia deve contenere tre strofe così composte: PRIMA STROFA: la descrizione di qualcosa che fai abitualmente in quel luogo. SECONDA STROFA: deve contenere una similitudine come quella della poesia di Trieste: "xxx(nome del paese) se piace è come..." TERZA STROFA: una breve descrizione del perché ami questo luogo. Puoi utilizzare versi liberi, puoi inserire la rima se lo ritieni.
Guarda la mia videolezione sul Sud America (non è venuta un gran che bene, ma i concetti base ci sono):
RISPONDI ALLE DOMANDE: 1 – Dove sono posizionati e perché esistono i deserti costieri? 2 – Tra quali stati e a quale altezza si trova il lago Titicaca? 3 – Come si sviluppa l'agricoltura nel territorio andino? 4 – Qual è lo stato più esteso del Sud America e che lingua si parla? 5 – Qual è il dibattito attualmente in corso sull'amazzonia? 6 – Qual è la capitale del Brasile? 7 – Quale dei paesi del sud America ha una più alta percentuale di popolazione di origine italiana? 8 – Dove si trova la Patagonia? 9 – Qual è la capitale del Cile? 10 – Qual è la capitale dell'Argentina?